6 marzo 2010

Due cuori e una giostra ai piedi delle Dolomiti - A. Dolzan per L'Eco delle Dolomiti




Illustrazione di Antony Fachin
Giocolieri, saltimbanchi e mangiatori di fuoco; maghi, truffatori… fin da prima del Medioevo fiere e feste portano nelle piazze una fantasmagoria di luci, suoni e profumi. Ancora oggi, le ricorrenze con le loro fiere e luna-park, per un giorno ci sottraggono ai centri commerciali.
E’ il 26 dicembre 2008. Molto è passato da quando tiravo la mamma per la manica per avere lo zucchero filato o un altro giro sulla giostra. Tanto che oggi chi la governa non è più un «giostraio», ma un «esercente dello spettacolo viaggiante». Proprio come la famiglia Gregori, che vado a visitare. Non una a caso: la loro è una dinastia. Generazioni e oceani li collegano alla famiglia Zamperla, leader mondiale nel settore del «amusement business».
Tra un giro e l’altro di giostra Manuel Gregori mi offre un viaggio nella sua famiglia. Suo nonno, originario di Margone, sopra Vezzano, saltò sul carrozzone per amore, legando il suo destino a quello di una donna della famiglia Zamperla, «cresciuta a erba e sassi». E così il padre, che a Romagnano aveva un’attività di imbianchino ma che pure cambiò vita per amore. Manuel dunque è nato in una famiglia di giostrai, e fin da piccolo ha imparato il lavoro dal padre nell’attività. La norma, in questo settore. In cui la famiglia tipo è numerosa e salda.
Manuel racconta che ogni famiglia viene riconosciuta per un tratto – per esempio, i Gregori sono folli ma geniali. Aveva uno zio che tanti anni fa si era arricchito con i cavalli. Ne aveva comprati addirittura 200, salvo poi, fallire. Le grandi famiglie dei luna-park sono rimaste poche. Si ricordano ancora Zamperla, Cavaliere, Orlando. E i Faccio, quella della moglie di Manuel: una famiglia storica, che annovera «grandi uomini» come li chiamano in gergo – cioè benestanti, ma che hanno sempre lavorato sodo. E difeso la categoria. Sì, perché quella dei nomadi del divertimento non è una vita facile.
A partire dalle spese: l’allaccio dell’energia elettrica in città ha un costo forfetario di 190€/mese contro un consumo effettivo di circa 70€, senza possibilità di pagare al consumo. Il transito sulle strade ha il costo del trasporto eccezionale. E poi la legge, che impone di trovare un’area per circhi e spettacoli itineranti e le aree dove alloggiare i carrozzoni. Ci sono Comuni che vorrebbero far comprare agli esercenti il terreno su cui sostano 3 mesi all’anno.
E la crisi? Luna-park, roller-coaster, tagadà... nomi moderni per una vita veloce, elettronica, luminosa. Ma alcuni oggi stanno fermi più di un giro. Molti grandi luna-park italiani sono spariti, come quello di Bologna e di Verona. Gli altri, a stento, resistono. Il pensiero va a Genova e Perugia. E a Trento, che raduna una «comunità stabilizzata» di esercenti dello spettacolo viaggiante e funziona su feste tradizionali e fiere di paese.
Nonostante la vita dura e le difficoltà, è difficile scendere dal carrozzone. Gli amici e parenti di Manuel che si sono fermati per una vita stabile sentono una nostalgia pazzesca e non riescono a realizzarsi. Le complicazioni della vita nomade non tardano ad arrivare. La moglie di Manuel racconta, ad esempio, che da bambina frequentava 8 scuole all’anno: il programma per lei era sempre avanti o indietro. E oltre ai programmi di scuola, oscillavano le amicizie: ogni volta una classe nuova. All’inizio, c’era la curiosità di conoscere la nuova compagna, ma poi la mettevano da parte. E a volte perfino i maestri la chiamavano «zingara».
La porta della roulotte dorata -«carovana», in gergo -si richiude alle mie spalle. Lascio Manuel e la sua famiglia, pronti a partire l’indomani mattina per una nuova piazza. Forse li ritroverò, il prossimo dicembre. O forse perfino quest’estate in una festa paesana.



LA GIOSTRA
Passa un bambino su un cavallo bianco,
lo segue un altro su un elefantino,
poi passano due bimbe sopra un cigno
e passa un orso, su cui nessuno sta…
Gira la giostra…
Sfavillio di luci…
Sprazzi blu verdi gialli rossi e viola
illuminano il viso dei fanciulli
…ma una bimbetta piange, là, sola.
Non è salita. Ha perso questo giro.
Attender deve per poter montare
sul bel coniglio, che guarda ripassare…
mentre la musica invita, gira la giostra…
passa la vita.

M. Antonietta Rotter (2008)

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