28 luglio 2011

Bibliobarbarie d'estate

Parto in quarta stamattina alla ricerca di libri di un autore appena conosciuto.
Povo, biblioteca: chiusura estiva dal 4 luglio al 5 agosto: 1 mese
Trento: sovrappensiero passo davanti alla Biblioeca centrale in via Roma – mi disoriento, ci devo sempre pensare se è prima o dopo l'Acli, perché non sono utente abituale.
Chiusura estiva – dal 18 luglio al 6 agosto: 3 settimane

Vedo che Villazzano è quella aperta più vicina, superati i centocinquanta cantieri aperti in città, arrivo 15 minuti prima della chiusura. Chiedo l'autore. Non c'è. Poi, un dialogo surreale:
  • Io: Gentilmente me li può ordinare? Li vorrei tutti 3 i libri.
  • Bibliotecaria: Va bene. Ma le ordino solo quello che sta a Sopramonte, così domani o al più tardi lunedì' mattina arriva. A Gardolo la biblioteca è chiusa fino al 13, quindi quando riapre, poi siamo chiusi noi. Anche quello di Rovereto però non glielo mando a prendere
  • Io: E perché?
  • Bibliotecaria: Perché se arriva tra una settimana noi siamo chiusi.
  • Io: Ma scusi, perché ci mette una settimana il libro ad arrivare, se sono 30 km?
  • Bibliotecaria: Guardi, questi sono i tempi delle poste.
  • Io: Mi sembra di essere in Burundi. Scusi, sa, ma mi sembra davvero allucinante la chiusura totale delle biblioteche, invece di un orario estivo alternato, come fanno a Borgo, o a Mezzolombardo.
  • Bibliotecaria: In che senso? Non siamo chiusi, noi qui sulla collina siamo aperti.
  • Io: Sì, ma intendo dire che la chiusura totale della struttura mi sembra molto strana – causa un disservizio
  • Bibliotecaria: Ma non siamo chiusi, noi sulla collina siamo aperti...
  • Io: No, scusi, intendo dire: Trento è chiusa: è la biblioteca centrale e rimane chiusa un mese. Siete un servizio pubblico, come è possibile?
  • Bibliotecaria: Ma non è un disservizio, e poi Trento è una biblioteca a scaffale aperto. Questo significa che i lettori possono mettere in disordine i libri e lasciarli in giro.
  • Io: E quindi?
  • Bibliotecaria: Ci vuole tempo per rimetterli in ordine.
  • Io: Scusi, ma non vedo perché una disorganizzazione interna debba causare un disservizio al pubblico.
  • Bibliotecaria: Ma quando li devono rimettere in ordine? Di notte?
  • Io: Senta, lasciamo perdere. Mi ordina il libro gentilmente?  

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