18 ottobre 2013

Porta la storia in tavola!

§ Intro & dedica
Questo post è dedicato ai "polentoni" e alla vecchietta che lo scorso inverno, sul set della nuova miniserie "Giulietta e Romeo" in piazza Duomo a Trento, mi chiese: "ma gli attori sono trentini? ma quello lì - indicando una bancarella di mercato medievale ricreato sul set - è aglio?" 
Ma soprattutto: "Ma dopo i la venderala la verdura?"    


febbraio 2013 - set della miniserie "Giulietta e Romeo" girata in Trentino 
Impara l'arte la storia e mettila ...in tavola!
Mentre preparavo il mio nuovo blog professionale in inglese, mi sono imbattuta nella mia tesi di laurea di traduzione in ambito archeologico archiviata presso la Biblioteca della Scuola Interpreti e Traduttori (SSLMIT) a Forlì.

sognavo, da laureanda, di tradurre molta storia e archeologia, mondi lontanissimi e molto affascinanti.
Come traduttrice, una piacevolissima esperienza è stata - ormai alcuni anni fa - la resa dal tedesco di testi per il sito del Museo Archeologico dell'Alto Adige - quello di Oetzi, per intenderci.
Da un po' non traduco archeologia, osservavo oggi. E quest'anno mi sono anche persa il Festival del Cinema Archeologico di Rovereto! E pensare che stavolta c'era anche Alberto Angela (per un soffio non intervistai anche lui per la mia tesi di ricerca sulla divulgazione scientifica).
Piero Pruneti, invece, che è coordinatore della rassegna roveretana e direttore del mensile "Archeologia Viva", l'ho intervistato due volte: per la mia tesi molti anni fa e l'anno scorso, insieme a Dario di Blasi, fondatore e direttore del Festival roveretano, per Questo Trentino; l'articolo è qui
Quest'anno, però, invece di scriverli o tradurli, i testi storici li ho portati in cucina!


Per una vera cena luculliana una antica ricetta romana, o etrusca, o medievale che sia, non dovrebbe mancare. Però, nonostante la passione oramai planetaria per il cibo in tutte le sue fogge, combinazioni e varianti, (fino alle più recenti e furbesche "paleodiete", per rimanere in tema addirittura preistorico) poco si parla di cucina degli antichi. Vediamo di rimediare.

Nel 2006 il Museo Archeologico di Firenze allestì la bellissima mostra "Cibi e sapori nel mondo antico"; lì trovai il gustoso connubio archeologia & cucina.
Nei bookshop di musei e siti archeologici alcuni splendidi libri si trovano. 
Il mio preferito è "La cucina nel mondo antico – Archeologia e storia dell'alimentazione dalla Preistoria al Medioevo". Oltre a molti resoconti e notizie spiegati con chiarezza e semplicità, contiene anche un ricettario storico, questo bel volume a cura di Carlo Casi, che ho comprato anni fa nel Museo Archeologico di Pitigliano (GR).



Dal volume di Casi traggo la  
ricetta romana del pollo varadano  

o pollo in salsa, del IV-V secolo dC, tratta dal De Re Coquinaria, collezione di ricette romane attribuita ad Apicio

Pollo da 1 1/2 kg circa, acciughe, vino, olio, porri, odori, pepe in grani, latte, 4 uova sode (solo albume).


"Cuoci il pollo in questa salsa: liquamen, olio, vino, ed un fascetto di porri, coriandolo e santoreggia. Quando sarà cotto trita pepe, due mestoli di pinoli, scioglili nel liquido di cottura (dopo aver gettato via il fascetto di odori), e lavora con il latte. Versa il contenuto del mortaio sopra il pollo e fallo bollire. Lega la salsa con il bianco di quattro uova (sode) tritato. Metti il pollo su un vassoio e coprilo di salsa. Questa salsa si chiama 'salsa bianca'."

ovviamente, il ricettario curato da Casi dà anche indicazioni più moderne, affinché noi pure possiamo seguire le antiche ricette di etruschi, romani e medievali mangiarini e servire in tavola originali prelibatezze. 
Personalmente, preferisco questo pollo senza la salsa di uova.

Per i lettori vegani e vegetariani approdati qui e che già sento ...imbufalirsi, preciso che il ricettario antico riporta pure belle e curiose ricette di pani, minestre, zuppe e dolci, che senza dubbio potranno deliziare anche loro.

§  Curiosando qua e là  hic et nunc
Val la pena, prima di chiudere questo post, e visto il tema insolito e gustoso, soffermarsi ancora un poco a "sminuzzare e sbriciolare" curiosità culinarie sugli antichi;
eccone alcune:
  • § La gallina venne addomesticata nel Sub-continente Indo-Pakistano e gradualmente si diffuse dalle coste del Golfo Persico all'Egitto. Nel XV secolo a.C. ne venne regalata una coppia al faraone Tuthmosi III (1479-1425 a.C.), ma egli, piuttosto che mangiare le due galline, preferì conservarle come curiosità nel suo giardino zoologico. Il pollo divenne un alimento solo molto tempo dopo... 
  • Nell'antica Roma pochi potevano permettersi di cucinare in casa: nelle abitazioni (insulae) della plebe i servizi erano quasi assenti, dunque in città vi erano moltissime locande, osterie, tavole calde, e "bar", bancarelle di venditori ambulanti, come il pomarius (fruttivendolo), e il lupinarius (venditore di lupini) che sotto i portici, sulle piazze e nei pressi delle terme vendevano "take-away" molti secoli prima che perfino l'inglese facesse la sua comparsa sulla Terra! 
In queste locande, tabernae e popinae si consumavano pasti frugali ma sostanziosi, mentre solo nei ristoranti migliori era possibile mangiare sdraiati.
Ricchi e nobili, infatti, si concedevano abitualmente ricchi banchetti ove intrattenere pubbliche e private relazioni sdraiati sul triclinium,  
che si affacciava su un tavolo imbandito.

triclinio romano

§ Poiché nel Medioevo l'acqua non era molto buona, (spesso le falde acquifere erano contaminate), la si allungava con l'aceto – acqua posca –
con il miele – acqua mulsa – o con erbe.

  • Degli antichi detti romani legati al cibo, ancora oggi usiamo  
    • Mens sana in corpore sano 
    • Panem et circenses 
    • Dulcis in fundo
    • In vino veritas
    • Meno nota, forse, l'espressione latina Ab ovo usque ad mala - ovvero "dalle uova alle mele": un modo di dire che ricorda l'abitudine dei Romani di pranzare secondo un ordine preciso, che, appunto, andava dalle uova, consumate come antipasto, alle mele. Oggi la locuzione "ab ovo" significa dall'inizio, a monte.

Infine, ma non di minor importanza (per evitare un abusato inglesismo fuori tempo con questo post) annoto alcuni spunti di lettura che ho amato molto, tra
fantascienza, storia, preistoria e 'fanta-storia':
  • The Ugly Little Boy, (Isaac Asimov)
  • Una giornata nell'antica Roma, (Alberto Angela)
  •  Latini in sogno (Canali Luca) 
  •  Noi, primitivi  - lo specchio dell'antropologia (Francesco Remotti)
       

    Sono curiosa di scoprirne altri, se vi andrà di condividerli nei commenti... senza scordare che de gustibus non est disputandum! 


















2 commenti:

Alessandro la Donna ha detto...

L'appetito vien... leggendo...

Annalisa Dolzan ha detto...

Ma che bello! Missione compiuta, dunque! Grazie, Alessandro