5 luglio 2014

§ Passi falsi

Gocce di ribes troppo maturo hanno macchiato i miei stivali bianchi ieri, nell'orto.
É un pomeriggio di luglio. L'ospite in aula ci spiega come si fa un buon giornale, ma io guardo chi mi sta di fronte - piedi e pezzi di corpi.
Li studio da mesi. Mesi di incontri settimanali – con discorsi sospesi, parole di libri e di canzoni, battute sulle pagine di cronaca, rabbia, ricordi ed altri stupori.
Annoto sempre tutto sul mio quaderno. Ogni tanto ci faccio anche un disegno: un profilo o i tratti delle bocche. Un'espressione fissa e una stupita.

Oggi, invece di scrivere, guardo le scarpe e i piedi allungati in mezzo al cerchio delle sedie. I miei stivali bianchi con le gocce di ribes maturo sono indianini estivi con un giro di borchie. Una volta puliti tornano belli, ma adesso noto anche dei segni scuri.

Altri calzano grandi sandali e scarpe da ginnastica. Caviglie pelose, bionde e quasi grosse di fronte a me sbucano da un jeans color piccione che avvolge cosce muscolose e lunghe. Ai piedi, mocassini di leggera pelle scamosciata, costosi e intonati al pantalone. Sono scarpe pulite. Quasi nuove: la para è poco consumata, la tomaia intonsa e le cuciture color muschio sono perfette, sul bordo.

Moderni mocassini vezzosi in pelle beige leggera e non trattata, per garantire la massima salubrità del piede. Non sono sporchi come i miei stivali.
Non hanno macchie, né di erba, né di ribes, né di pioggia.
Sono quasi perfetti, ben tenuti, molto puliti. Come sempre.
Non è la prima volta che li vedo, ma forse ora li noto perché piove d'estate. E so che sporchi non lo saranno mai. Non possono diventarlo, zozze, stracciate, consumate, logore, queste scarpe.
Non di ghiaia, non di sterco di cane, non di sabbia né di fango.
Non vanno in spiaggia e neppure al lago e non evitano le pozzanghere.

Queste scarpe leggere in pelle non trattata nei toni lievi del muschio con la tomaia intonsa e le cuciture pulite non scalciano sassi al semaforo sotto il sole che squaglia l'asfalto nei cantieri stradali in estate.
Camminano, sì. In corridoi polverosi e asciutti.
Ogni giorno, i mocassini di pelle beige, morbidi, lindi e delicati, passano cancelli, percorrono corridoi, poi tornano; si fermano a una finestra, rallentano a un lavandino, sostano davanti a un letto singolo, spoglio, fissato a mattonelle grige.
Ogni mattina vanno sotto la doccia, in biblioteca di tanto in tanto, con passi lunghi.
La domenica si fermano in cappella e stanno per la messa; una volta alla settimana, poi, vanno dalla mamma.
 

Lindi, delicati mocassini scamosciati.
Netti, ben tenuti, in pelle beige non trattata, quando esco io, al venerdì, i leggeri mocassini che garantiscono la massima salubrità del piede tornano in cella. 
Delicati, moderni, puliti, i mocassini beige scamosciati e morbidi vestono i piedi di un assassino.

da: "2 o 3 cose che so sugli assassini"  - di A. Dolzan - 46° parallelo nord




1 commento:

Annalisa Dolzan ha detto...

http://www.caboto.info/

Su Caboto di questa settimana, il racconto "Passi falsi"